CDR

CDR significa Combustibile Derivato da Rifiuto. È un combustibile solido secondario ottenuto dalla frazione secca dei rifiuti solidi urbani, dopo un processo di selezione per rimuovere materiali non combustibili come vetro, metalli e inerti. Il CDR viene utilizzato come combustibile alternativo in impianti di produzione di energia, come cementifici, acciaierie e centrali termoelettriche.

 

Elaborazione:
Il CDR è il risultato di un processo che seleziona e prepara i rifiuti non riciclabili per la combustione.

 

Questo processo prevede diverse fasi:

  • Triturazione – I rifiuti vengono ridotti in pezzature più piccole.
  • Separazione – Vengono rimossi materiali non combustibili, come vetro, metalli e inerti.
  • Triturazione finale – Il materiale può essere triturato ulteriormente per raggiungere la pezzatura desiderata.

 

Il CDR è composto principalmente da materiali come carta, plastica, tessili, legno e altri materiali organici, con percentuali variabili. La sua composizione può variare a seconda del tipo di rifiuti in ingresso e dei processi di raffinazione.

 

L’utilizzo del CDR contribuisce a:

  • Ridurre lo smaltimento in discarica, in quanto vengono recuperati materiali che altrimenti sarebbero stati destinati alla discarica.
  • Ridurre il peso e il volume dei rifiuti da smaltire.
  • Sostituire, in parte, l’utilizzo di combustibili fossili, favorendo la produzione di energia da fonti più sostenibili.
  • Promuovere la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali.

 

In sintesi, il CDR rappresenta un modo per ricavare energia dai rifiuti, riducendo al contempo l’impatto ambientale dello smaltimento.

Ricicla questi materiali con: